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giovedì 15 luglio 2010

Mahler - Un compleanno lungo un mese (3)



Sinfonia n. 3 in re minore (1895-1896)
in sei tempi per contralto solista, coro femminile, coro di bambini ed orchestra

1. Parte I:
Kräftig.Entschieden
(Con forza, Deciso)
Parte II:
2. Tempo di minuetto: sehr mässig
(Tempo di minuetto: molto moderato)
3. Comodo, Scherzando, Ohne Hast
(Comodo, Scherzando, Senza fretta)
4. Sehr langsam, Misterioso "O Mennsch! gib acht"
(Molto lento, Misterioso "Uomo sta' attento")
assolo di contralto da "Also sprach Zarathustra" di F. Nietzsche
5. Lustig im Tempo und keck im Ausdruck "Es sungen drei Engel"
(Allegramente nel ritmo e vivace nell'espressione "Cantarono tre Angeli")
per contralto, coro femminile e coro di voci bianche da "Des Knaben Wunderhorn"
6. Langsam, Ruhevoll, Empfunden
(Lento, Tranquillo, Sentito)

Organico: contralto, coro femminile, coro di voci bianche, 4 flauti (3 e 4 anche ottavino) 4 oboi (4 anche corno inglese), 3 clarinetti (3 anche clarinetto basso), 2 clarinetti piccoli, 4 fagotti (4 anche controfagotto), 8 corni, 4 trombe, 4 tromboni, bassotuba, timpani, tamburello, tamburo militare, tamtam, grancassa, triangolo, piatti, frusta, 4 campane, 2 glochenspiel, 2 arpe, archi
Composizione: Amburgo, 6 Agosto 1896
Prima esecuzione: Krefeld, Stadttheater (Vereinigte Städtische Bühnen), 9 Giugno 1902

Registrazione del 21.12.2008, Sala Philharmonie, Berlino.
Lioba Braun, contralto - Rundfunkchor Berlin - Tölzer Knabenchor
Berliner Philharmoniker diretti da Zubin MEHTA.

venerdì 2 luglio 2010

Mahler - Un compleanno lungo un mese (1)



Il 7 luglio prossimo ricorrerà il centocinquantesimo anniversario della nascita di Gustav Mahler. Un "impallinato" come me non poteva certo farsi sfuggire un pretesto così planetario e, quindi, non inondare di note mahleriane amici e frequentatori occasionali del blog. Alla fine, non sapendomi decidere su quale fosse l'omaggio più appropriato, ho salomonicamente deciso di proporre all'ascolto tutte le dieci sinfonie, pescandole dall'archivio di registrazioni radiofoniche "live" in mio possesso, limitando il raggio di retrospettiva all'ultimo decennio. Insomma, sarà un'integrale del nuovo millennio, pescata qui e là, dove Mahler è di casa. I criteri di scelta hanno dovuto privilegiare anche l'aspetto tecnico, per rendere omogeneo il materiale proposto e non deprimere l'ascoltatore con ronzii o pessime riprese del suono. Nove saranno i direttori artefici delle interpretazioni proposte (lo so, i conti non tornano, ma uno di loro farà doppia fatica...). Vista l'abbondanza di materiale, lo diluirò nell'intero mese di luglio, sperando - come sempre - di fare cosa gradita ai più.
Si parte con la Prima Sinfonia, nella classica versione in quattro movimenti e senza il contributo del movimento stralciato dall'autore, Blumine.
Buon ascolto e buon mese mahleriano.

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Sinfonia n. 1 in re maggiore
in quattro tempi per orchestra (versione definitiva)

1.Langsam, Schleppend, Wie ein Naturlaut; im Aanfag sehr gemächlich; belebtes Zeitmass
(Lentamente, trascinato, come un suono della natura; all'inizio molto tranquillo; tempo animato)
2.Kräftig, bewegt, doch nicht zu schnell; Trio, Recht gemächlich
(Vigorosamente mosso, ma non troppo presto; Trio, Molto tranquillo)
3.Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen
(Solenne e misurato senza trascinare)
4.Stürmisch bewegt. Energisch
(Tempestosamente agitato)

Organico: 2 ottavini, 4 flauti, 4 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto piccolo, clarinetto basso, 3 fagotti, controfagotto; 7 corni, 4 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, tam-tam, arpa, archi.
Composizione: Vienna, 16 Agosto 1893
Prima esecuzione: Amburgo, Stadttheather, 27 Ottobre 1893
Edizione: Verlag Weinberger, Vienna, 1899
Rispetto alla prima versione Mahler ha eliminato il secondo tempo "Blumine" ed i titoli delle singole parti

Registrazione del 12.05.2007 dalla sala Philharmonie di Berlino;
Berliner Philharmoniker diretti da Mariss JANSONS



giovedì 28 gennaio 2010

Senza parole (ancora)

sabato 10 ottobre 2009

Testo e musica - Tagore, Zemlinsky



"Una meravigliosa trasfigurazione musicale dell'amore in tutte le sue forme. Un amore che cambia forma e colore come una nuvola nella bocca del vento, al tramonto. Ecco cos'è innanzitutto la "Sinfonia Lirica" di Alexander Zemlinsky. Un immenso affresco di note e di colori orchestrali, di misticismo, di tensione emotiva e di sognante abbandono. Un mondo dove il canto e la musica si fondono in perfetta comunione, come la voluttà di due corpi che si spogliano o di due anime che si ascoltano rispecchiandosi l'una nell'altra. Un bellissimo ciclo di lieder orchestrali per soprano, baritono ed orchestra, con i testi colmi di lirismo e sensualità del grande poeta Rabindranath Tagore.

"Ich bin friedlos", sono irrequieto. È con queste parole che la sinfonia spalanca il suo sipario ai paesaggi più reconditi dell'anima e del desiderio. Il baritono intona il suo impulso alla trascendenza in un canto colmo di tensione come un orizzonte carico di nubi. Tensione che si sublima in tinte orchestrali feroci, in un incessante turbinio emotivo e musicale, coi colori cupi e sfavillanti di timpani, violini ed ottoni e le note taglienti di un flauto che richiama quella "sete di cose lontane" che mai nessuna vicinanza potrà sanare. La tensione emotiva si stempera in una maliziosa innocenza nel secondo brano "Mutter, der junge Prinz", dove il soprano celebra in modo etereo e sognante la sua ansia d'amore per il giovane principe, che passerà col suo cocchio sotto le finestre della giovane donna. Un canto a tratti estatico e sensuale, a tratti ironico e disincantato, ma che cresce improvvisamente in un "fortissimo" orchestrale spaventoso. Qualcosa che irrompe dentro e che non si può più trattenere. È come se si rompessero le dighe dell'anima e le parole dei cantanti si spegnessero nel silenzio di un bacio, con l'orchestra a rovesciare rabbiosamente ondate di suoni a coprire la sensualità di questo silenzio.

L'atmosfera trasfigura ulteriormente in "Du bist die Abendwolke", dove il paesaggio musicale si stempera in toni mistici e profumati come l'incenso, dove l'erotismo è dipinto dal timbro sensuale del corno inglese, mentre il baritono intona appassionato: Tu sei la nube della sera che vaga nel cielo dei miei sogni. Un lied erotico e cullante, opulentemente raffinato come un giardino traboccante di palme, di felci, di ninfee, di fior di loto. Un canto coi colori intensi di un tramonto, che prelude al clima notturno del quarto lied del ciclo, "Sprich zu mir, Geliebter". L'atmosfera è qui rarefatta, spettrale a tratti, con il violino a fare da alter-ego al soprano in un sensuale dialogo con se stessi, prima ancora che con l'altro. "Parlami, amore mio", e l'invocazione tremante del soprano sale al cielo quasi come una preghiera, una supplica, per poi spegnersi amaramente nel finale: Il giorno verrà e ci guardaremo negli occhi, prima che ognuno segua il suo cammino. Alla quiete estatica di questo lied, si contrappone fortemente "Befrei' mich von den Banden", dove su un tappeto di timpani e trombe, il baritono proclama Liberami dai lacci della tua dolcezza, e lascia che io ti possa offrire il mio cuore di uomo reso libero. Il canto più breve, rabbioso, violento, come un vortice che trascina verso l'abisso della fine dell'amore. Ed è così, nel sesto brano, "Vollende denn das letzte Lied", la risposta del soprano è gelida, e la musica affonda come la passione verso quegli abissi dove non c'è più nessuna luce a riscaldarti.

La sinfonia si chiude in una atmosfera di serena accettazione, ma non priva di brividi di sensualità, con "Friede, mein Herz". E' come se, dopo una tale tempesta di emozioni, il cielo dell'anima si spalancasse su colori celesti, e raggi di luce filtrassero tra nubi che si inseguono veloci come ricordi sul filo del pensiero. Lascia che l'amore si fonda con la memoria e il dolore divenga canto. E il ricordo e l'amore a perpetuarsi in una lunga e vibrante coda orchestrale, senza più parole."

Fonte: JohnofPatmos http://www.debaser.it/recensionidb/ID_6255/Alexander_von_Zemlinsky_Lyrische_Symphonie.htm



Ich bin friedlos, ich bin durstig nach fernen Dingen.
Meine Seele schweift in Sehnsucht,
Den Saum der dunklen Weite zu berühren.
O großes Jenseits, o ungestürmes Rufen Deiner Flöte.
Ich vergesse, ich vergesse immer,
Daß ich keine Schwingen zum Fliegen habe,
Daß ich an dieses Stück Erde gefesselt bin
Für alle Zeit.

Ich bin voll Verlangen und wachsam,
Ich bin ein Fremder im fremden Land;
Dein Odem kommt zu mir
Und raunt mir unmögliche Hoffnungen zu.
Deine Sprache klingt meinem Herzen vertraut
Wie seine eig'ne.
O Ziel in Fernen, o ungestümes Rufen deiner Flöte.
Ich vergesse immer, ich vergesse,
Daß ich nicht den Weg weiß,
Daß ich das beschwingte Roß nicht habe.

Ich bin ruhlos, ich bin ein Wanderer in meinem Herzen.
Im sonnigen Nebel der zögernden Stunden
Welch gewaltiges Gesicht von dir wird gestaltet
In der Bläue des Himmels.
O fernstes Ende, o ungestümes Rufen deiner Flöte.
Ich vergesse, ich vergesse immer,
Daß die Türen überall verschlossen sind in dem Hause,
Wo ich einsam wohne, o fernstes Ende,
O ungestümes Rufen deiner Flöte.





Non ho pace, sono assetato di cose lontane.
La mia anima si trascina nel desiderio
di toccare il limite della vastità oscura.
O immenso al di là, come è forte il richiamo del tuo flauto!
Io dimentico, dimentico sempre,
che mi mancano le ali per volare,
che a questo pezzo di terra sono incatenato
per sempre.

Sono pieno di desiderio e vigilo attento,
Straniero in terra straniera;
mi giunge il tuo respiro
e mi sussurra speranze irrealizzabili.
La tua lingua suona familiare al mio cuore
come la sua stessa lingua.
O meta lontana, come è forte il richiamo del tuo flauto!
Io dimentico, dimentico sempre,
che non conosco la via,
che non possiedo un alato destriero.

Sono inquieto, sono un viandante nel mio cuore.
Nella nebbia assolata delle ore morte
Che possente visione di te prende forma
Nell'azzurro del cielo.
O lontanissima fine, come è forte il richiamo del tuo flauto!
Io dimentico, dimentico sempre,
che le porte sono tutte serrate nella casa,
dove vivo in solitudine,
O lontanissima fine, come è forte il richiamo del tuo flauto!


Traduzione: Ferdinando Albeggiani

lunedì 8 giugno 2009

Ricorrenze - 1 - Carl Nielsen

Mi permetto una veloce scorribanda sul versante dell'"accadde oggi", ispirato dal caso, che ha voluto che giusto oggi buttassi un occhio inconsapevole alla biografia di Carl Nielsen, grande sinfonista danese, contemporaneo di quel Mahler con cui ho aperto le danze, e che scoprissi così la sua data di nascita, coincidente proprio col 9 giugno, anno del Signore 1865.
Nielsen, pur essendo universalmente riconosciuto come il maggior musicista danese di tutti i tempi, vede principalmente confinata la sua fama al Nord Europa ed agli U.S.A.; nei cartelloni delle stagioni concertistiche italiche risulta ancora pressochè inesistente, malgrado una sua comunque crescente fortuna discografica, legata alle integrali sinfoniche di alcune bacchette della penultima generazione (mi vengono in mente Salonen, Saraste, Vanska, oltre al più attempato Blomstedt, che ha al suo attivo addirittura due integrali). Anche Neeme Jarvi ha pubblicato negli anni '90 per la DG un'integrale di ottimo livello; proprio a lui mi affido per il doppio ascolto nielseniano prescelto, la "Marcia Orientale" e la "Danza dei guerrieri neri", numeri che rispettivamente aprono e chiudono la suite dalle musiche di scena per la commedia "Aladdin"del conterraneo Oehlenschlæger.
La registrazione risale al 2006 ed è ripresa dai boschi del berlinese Waldbühne in occasione del tradizionale concerto di benvenuto all'estate. Ad eseguire questa musica di inusuale ispirazione esotica sono proprio loro, i Berliner Philharmoniker. Buon ascolto.